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Insetti fitofagi

Dorifora (Leptinotarsa decemlineata Say)

La Dorifora è un coleottero, fitofago polifago, originario del Colorado. L’insetto compie il suo ciclo su diverse Solanacee, sia spontanee che coltivate, ma il suo ospite principale è la patata. Il ciclo biologico consiste mediamente in due generazioni, ma può variare a seconda della temperatura e del fotoperiodo. In genere, la forma adulta sverna nel terreno a circa 20 cm di profondità, raggiunge le piante di patata in primavera e si accoppia, deponendo le uova sulla pagina inferiore della foglia (una femmina può deporre più di 2000 uova); in estate si giunge alla seconda generazione. I danni maggiori sono causati dalle larve, che si nutrono principalmente delle foglie. Per difendere la coltura dall’attacco di questo insetto si può fare ricorso a prodotti contenenti Bacillus thuringiensis, utilizzati anche in lotta biologica; a questi possono essere abbinati prodotti piretroidi efficaci anche contro le nottue, oppure prodotti chimici.

 

Tignola (Phthorimaea operculella zell.)

Lepidottero di piccole dimensioni, è uno dei principali fitofagi della patata. La tignola compie diverse generazioni all’anno a seconda delle condizioni ambientali e può avere come ospiti tutte le Solanacee, coltivate e spontanee. L’insetto compie le sue prime generazioni in campo per poi continuare nei magazzini di conservazione. La tignola sverna come larva nei tuberi infestati, come crisalide negli imballaggi o nei magazzini di conservazione. Gli adulti di primo volo compaiono in primavera, quando la temperatura media è tra i 10 e i 13°C, e depongono le uova preferenzialmente in prossimità degli occhi dei tuberi. Le larve dell’insetto danneggiano le foglie (dove scavano mine), gli steli e i tuberi (dove scavano gallerie nel parenchima amilifero, causando un deprezzamento commerciale del prodotto e favorendo l’attacco da parte di altri patogeni). Le larve, raggiunta la maturità, escono all’esterno e si incrisalidano per trasformarsi in adulti. La difesa nei confronti di questo insetto, in agricoltura convenzionale, viene attuata con l’utilizzo di trappole a feromone, sia in campo che in magazzino. Un accorgimento che viene applicato nei magazzini è mantenere la temperatura al di sotto dei 10°C: in questo modo si limita lo sviluppo del patogeno. Altri interventi difensivi possono essere ad esempio: rotazioni colturali con specie diverse dalle Solanacee; sarchiature frequenti del terreno; asportazione o interramento dei tuberi sani ed eliminazione dei tuberi colpiti; disinfestazione dei depositi.

 

Elateridi (Agriotes spp.)

Coleotteri fitofagi, comprendenti varie specie del genere Agriotes, le cui larve vivono nel terreno e si nutrono dei tuberi, scavando gallerie fino al parenchima amilifero (con conseguente deprezzamento commerciale del prodotto). Le infestazioni si verificano in primavera e autunno, soprattutto nei suoli ricchi di sostanza organica e con un elevato livello di umidità. Le larve hanno uno sviluppo completo molto lungo, di circa quattro anni.

Alcuni interventi agronomici di difesa sono: rotazioni colturali; lavorazioni superficiali, per mantenere il terreno asciutto nei periodi in cui c’è la nascita delle larve (sono molto sensibili e se il terreno non è sufficientemente umido muoiono); lotta chimica tramite l’utilizzo di geoinsetticidi microgranulari, localizzati lungo i solchi in bande di 10-12 cm sotto i tuberi-seme (per fare da barriera alla risalita delle larve).

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